Celo Celo Manca

Mentre pigramente attraverso il terzo (sì, terzo) playthrough di Dragon Age Inquisition, mi sono trovato ancor più pigramente a guardare sulla sezione giochi dell’Apple Store e ho notato l’alto numero di card-games, i giochi di carte di combattimento. E mi sono chiesto: qual è la vostra storia?
Non è storia, è preistoria: le figurine (da qui il titolo del post, se non l’avevate capito).

Tutti a dire “sì! Le figurine Panini! Quelle dei calciatori!”. Eh no, non me ne vogliano i malati di calcio ma le figurine nascono ben prima, nel 1866 in Francia o, in una versione un filo più associabile alle nostre, nel 1872 per pubblicizzare la Liebig.
Sì, il brodo.
Come che sia, le figurine Panini sono un prodotto ben più moderno, compaiono infatti nel 1961 e da allora non solo non si sono più fermate: si sono evolute.
Come? Col primo gioco di carte collezionabili, lo storico (e non ancora tramontato) Magic The Gathering: addì 1993.
E poi è arrivata la tecnologia.
E dopo è arrivata la tecnologia in grado di far girare qualcosa che non fosse Snake o, per i più fortunati, Tetris.
Da tutti questi collegamenti mentali nasce il download del gioco delle caramelle gommose Goleador: Goleador League.
Da questi e dal fatto che più o meno qualsiasi essere senziente in Italia ha mangiato almeno una Goleador nella vita.
Tornando all’app (http://bit.ly/1B4SJD3), ho scelto questa tra le tante per vedere come fosse stato unito un gioco di ruolo/combattimento, il calcio ed il collezionismo di figurine.
E le caramelle.
Goleador League segue abbastanza fedelmente il trend di questo tipo di giochi (uno su tutti: Legend of Cryptids) con un gruppo di carte di base, rigorosamente f2p (free to play) ed un concetto di gioco fondamentalmente di tipo p2w (Pay to win), anche se in questo caso c’è una piccola differenza: le carte speciali ed extra possono essere ottenute riscattando i codici presente nelle caramelle.
Non male dai, nell’era delle virtuali strisciate di carta è una piacevole variazione.
Come detto, la struttura del gioco è tipica: gruppo di carte, schieramento delle carte sfruttando i punteggi di attacco/velocità/difesa (nel caso specifico si possono scegliere i moduli di gioco) e tasto GO che dà inizio all’animazione automatica della partita, un po’ disorientante all’inizio ma poi progressivamente più comprensibile.
Un discreto passatempo per i viaggi in treno o quando la Playstation è ostaggio della fidanzata che prima o poi finirà Dragon’s Dogma.
Tornando al Celo Celo Manca: l’evoluzione dalle card della Liebig al gioco della Goleador è enorme e minuscola, nutre il collezionista che è in tutti noi.
Ed anche il goloso che è in me.

 

 

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